• Sexe

    Video erotique gratuite escort gare de lyon

    video erotique gratuite escort gare de lyon

    Camilleri si è anche cimentato con una biografia "inventata" di Luigi Pirandello, Il figlio cambiato. L'odore della notte, è del Inoltre, sono stati trasmessi vari sceneggiati televisivi basati sui lavori di Camilleri che hanno riscosso un grande successo del pubblico televisivo. Che Camilleri possa servire come l'esempio per eccellenza di uno scrittore che suscita opinioni contrastanti va visto nell'ottica della cultura italiana che da secoli è stata appannaggio di una elite intellettuale molto lontana dalle masse.

    Sicuramente Camilleri non è l'unico autore che gode di questo privilegio di bersaglio, ma ne costituisce forse il migliore esempio perché Oy'ADV. La reazione dei lodatori è predicibile: Le reazioni dei detrattori sono altrettanto prevedibili: Non sono disponibili le statistiche precise, ma sembra che più di cinque milioni di copie dei libri di Andrea Camilleri http: Questo di per sé non suscita perplessità oltre al fatto che per uno scrittore italiano sono numeri molto elevati.

    L'evidenza più lampante della popolarità dello scrittore i. Il guadagno del mer- cato nero che sfrutta le opere di Camilleri è indubbio Arena 2. D'altronde, è stato già evidenziato che bisogna evitare che "il valore di uno scrittore finisca col coincidere col suo valore di mercato" Giovanardi, Purtroppo, le forze del mercato incanalano lo sfruttamento della persona inviti ai dibattiti radio e TV, richieste di opinioni su svariatissimi argomenti, richieste di presenza nei comizi politici, nelle manifestazioni dei partiti, ecc.

    Malatesta ; comunque, oltre a una brevissima menzione nella Storia della letteratura contemporanea di Giuliano Manacorda, il nome di Andrea Camilleri stenta ad apparire nei libri che consacrano alla posterità la grandezza degli scrittori. Manacorda elenca alcundi scrittori siciliani, tra cui anche Camilleri, premettendo alla lista la costatazione che questi autori — 36 — Il, 1 I NOMI.

    Secondo Massimo Onofri, l'autore di due manuali del Novecento letterario italiano usciti di recente, Camilleri ha realizzato "un'abilissima operazione di mercato;" inoltre, Susanna Tamarro e Andrea Camilleri vengono definiti "adetisti delle clas- sifiche letterarie" cfr.

    Che Camilleri venga snobbato o quasi dall'egemonia imperante dei critici letterari di grido non sarà una sorpresa. Le ragioni per questo atteggiamento vanno ricercate nell'elitismo culturale italiano. La visione elitista dei cattedratici italiani regna suprema, prima di tutto, nel considera- re chiunque venda molte copie dei propri lavori un autore solo popolare, di poca profondità contenutistica e di poca innovatività dell'espressione.

    Un altro fattore che predispone i critici a non dare giudizi di valore si spie- ga facilmente perché molti un esempio lampante: Maria Corti vogliono a ogni costo distanziarsi da chiunque si ostini a rimanere nell'ambito di un solo genere letterario, consacrato dal tempo i. Per di più, i critici preferiscono occuparsi di quello che secondo loro è la letteratura "alta," tralasciando la letteratura "bassa," anche se questa tratta problemi sociali scottanti.

    È stato chiesto al cattedratico Giulio Ferroni se Camilleri è bravo abbastanza da poter entrare tra i grandi narratori del ventesimo secolo; la risposta è stata: Camilleri in rete Chiunque mandi il nome di Andrea Camilleri a uno dei motori di ricer- ca, troverà almeno due centinaia di siti che trattano questo autore; cosi come è vero per moltissimi altri scrittori.

    Il numero dei siti non è tanto importante quanto la qualità dei contenuti e delle comunicazioni che vi si trovano. Oltre a dei siti ufficiali di case editrici per es. A febbraio del é stato creato il sito con il titolo moderno ma poco consone alla passione che lega i membri del "Camilleri's Fans Club" http: La nascita e l'eccezionale con- tenuto di questo sito meritano una trattazione approfondita alcune infor- mazioni sono reperibili sul sito http: RR-ZOCCO d'Italia, le ultime novità, le recensioni dei romanzi di Camilleri, le analisi linguistiche e contenutistiche di alcuni romanzi, alcune fotografie, ecc.

    Attraversto il sito è possibile iscriversi alla mailing list dei soci del club. La mailing list è composta di un centinaio di membri, di cui una trentina vi partecipa assiduamente. I membri della mailing list non solo mandano notizie, commenti, analisi, alla lista di discussione ma hanno anche intrapreso varie attività, tra cui alcune sono di interesse particolare: La stesura del dizionario è stata un'iniziativa del direttore del club, appoggia- ta dal presidente a dai soci.

    Vari soci si sono presi volontariamente l'incari- co di leggere attentamente uno o due romanzi e mandare al direttore i ter- mini siciliani o comunque sicilianizzati usati dall'autore nel romanzo scel- to da loro.

    Il direttore, in consultazione con i membri e altri parlanti nativi di siciliano, ha completato il dizionario aggiungendo a ogni parola la traduzione più idonea. Il lavoro si è svolto in poco meno di tre mesi. Quello che ha giudato costantemente il lavoro allora non è stata la promessa di qualche pro- mozione, né di profitto economico, ma l'interesse di approfondire quanto più possibile la conoscenza dei lavori di Camilleri. Infatti, molti membri hanno commentato sul tatto che ora che hanno guardato con la lente di ingrandimento il linguaggio camilleriano, sono più consapevoli della com- plessità ma anche della bellezza dei romanzi.

    La collaborazione, le discus- sioni, gli incontri si svolgono in una atmosfera di cooperazione spesso anche bellicosa. Il criterio migliore di misurare quanto interesse susciti l'opera di uno scrittore sono le discussioni nella mailing list del sito e dove l'amore per i romanzi di Camilleri permette non solo delle critiche anche spietate, ma soprattutto analisi di temi quali la mafia, il '68, i nuovi sceneg- giati mostrati in TV, ecc. E chiaro allora che se qualcuno cerca di trovare informazioni appro- fondite su uno scrittore contemporaneo, è probabile che le troverà sull'Internet molto più agevolmente che non nelle pubblicazioni tradizio- nali di critica letteraria, in altre parole, al di fuori delle sfere dell'accademia.

    Bisogna allora sottolineare il fatto che l'interattività, la occasione di dialogare, le attività più interessanti, le discussioni più accese e le analisi — 38 — II. RI più complesse si rroxano dietro hi tacciata di una home page: La lezione che ci viene impartita qui è questa: Camilleri è veramente uno scrittore che piace e che viene letto, a dispetto delle rivelazioni dei detrattori che continuano a affermare che "Tanto, questo interesse tra poco passa.

    I giudizi negativi si basano sul fatto che Camilleri non è un letterato e non "fa letteratura. La stroncatura più forte è stata offerta da Francesco Merlo sul Corriere della sera nell'articlolo intitolato "Camilleri, che noia," che "non è la stroncamra di un libro di Camilleri, ma di Camilleri nella sua interezza, e nella sua sicilianità" Cotroneo Il tutto descritto con la lascivia sentimentale di certe orrende cose di noi stessi che ci piacciono tanto, quasi fossero anacronistiche virtù, elisir da paradiso perduto.

    Il giudizio di Merlo abbraccia tutta l'opera di Camilleri, ma lo fa con un distacco che predispone alla negatività perché fa uguagliare il mondo dei gialli camilleriani a una definizione della Sicilia. Anche Roberto Cotroneo fa delle osservazioni laceranti prospettate da un membro dell'elite: La parola "rassicurare" appare spesso nei giudizi negadvi su Camilleri.

    Ma non è chiaro in effetti da che cosa il lettore viene rassicurato. Da un lato, il giallo ha delle regole particolari che non si possono cambiare, per- ché alla fine sappiamo che il mistero ci verrà svelato; dall'altro, non è per niente rassicurante scoprire che la rivelazione del colpevole non fa cessare l'operare criminale.

    Basta un altro giudizio per illustrare la presunzione dei membri del- l'elite culturale. Serri suggerisce che "I siciliani [di Camilleri] vivono in un mondo tutto fatto di reciproca ostilità, macanza di sincerità, tradimenti, amore per il sotterfugio.

    Corrisponde esattamente al clichè del 'siculo'. Sono cosi veramente i siciliani? L'argomentazione del discorso culturale sui demeriti del lavoro camiUeriano si risolve in un ragionamento circolare: È lampante che da questa prospettiva non è possibile fare nessuna discus- sione pacata e fondata.

    Si arriva a situazioni chiaramente strane, come quella che risulta quando la popolarità di Camilleri dà origine a un termine usato per definire Domenico Càcopardo un altro scrittore siciliano con- temporaneo. Questi viene descritto come "'l'anticamilleri', i.

    Se il giallo viene visto solo e semplicemente come un puzzle, come un gioco, allora la situazione si risolve facilmente e il lettore non deve pensare a altro che alla soluzione e dimenticare poi il contenuto del libro. Ma i nuovi scrittori italiani del noir sarebbero i primi a dire che loro comunicano molto di più di un semplice racconto dell'investigazione di un crimine. Per esempio, Carlo Lucarelli sostiene che "[ Camilleri ha un'altra scuola ma è anche di un'altra generazione, per cui si rifa al giallo classico.

    Io ho altri maestri, tra cui lo stesso Camilleri. Penso ad Almost blue dove, per esempio, c'è la componente musicale molto importante. Alla fine non so se siano generi diversi, credo che abbiamo sfumature diverse che attengono alle nostre diverse gene- razioni. È indiscutibile che la base linguistica di tutti i romanzi di Camilleri è l'itaUano neostandard per la definizione di "neostandard' si veda Berruto.

    Le opinioni sulla lingua dei Camilleri pubblicate finora hanno sotto- lineato tre funzioni che il miscuglio di italiano e di dialetto svolge in mtti i romanzi pubblicati. Queste tre funzioni si trovano ogniqualvota uno scrit- tore italiano opta per l'uso del miscuglio dell'italiano con il dialetto: La seconda funzione, quella casuale, porta al parere che la scritmra sia "un correttissimo italiano basico che il Camilleri, per certe sue insondabili ragioni, ridene doveroso insaporire conficcandovi qui e là qualche vocabo- lo siciliano.

    Ignoto è il principio che governa lo sparpagliamento di questi termini sulla superficie della pagina" Guarini A prima vista, questo parere potrebbe sembrare vero; si veda , per es. Nel primo, il dialetto circoscrive le azioni dei personaggi in una realtà geografi- camente individuabile.

    Nel secondo, ogni varietà linguistica definisce il per- sonaggio; per es. Adelina, il siciliano stretto rielabo- rato: Io ci arrisposi che vossia era momintaniamente assente e che appena che fosse stato d'arritorno ci l'avrebbi detto a lei che lui ci voliva parlari a lei. La terza funzione è quella di dividere i concetti dai sentimenti, secondo un'infelice separazione che fa uguagliare l'italiano ai concetti e il dialetto agli affetti, la cui fonte sembra essere Pirandello Capecchi Queste funzioni della forma la comica, la casuale, la definitoria sono state sempre fatte senza tenere conto della sostanza.

    In altre parole, hanno fatto procedere l'inchiesta su cui si basa il giallo senza chiedersi se la lingua la rispecchia in qualche modo. Per esempio, in un'intervista concessa ai membri del Camilleri's Fans Club, aUa domanda "Perché usa l'italiano nei brani che riguardano i commenti sulla vita moderna?

    I Kl risposto in questo modo: E come se l'autore sostenesse che le parti importanti, da capire, debbano essere in italiano, e che le altre, meno importanti, possano avere una torma qualsiasi. Invece, l'arte di Andrea Camilleri è molto più complessa di questo. Che la forma linguistica sia inesorabilmente connessa alla trama risulta quasi inevitabile.

    Anche se secondo il protagonista dei gialli, il commissario Salvo Montalbancj, la caratteristica più importante di un investigatore è l'occhio clinico, in altre parole, gli indizi visivi sono cruciali, il lettore ha a disposizione solo indizi linguistici.

    Dunque, è solo attraverso la forma ver- bale che al lettore viene data l'opportunità di misurarsi con il mistero. Due sono le ragioni per cui il miscuglio di italiano e di dialetto nei romanzi di Camilleri rapportano alla trama. Se un autore affermato di gialli quanto Lucarelli voleva scrivere alla Sellerio per protestare perché non capiva niente leggendo un romanzo di Camilleri citato in Toscano , questo significa che la forma linguistica è funzionale alla trama.

    In altre parole, il primo passo per risolvere il caso è appunto il fatto che il lettore deve separare quelle espressioni siciliane che portano alla soluzione da quelle che non lo fanno, attraverso la loro comprensione. Appena il lettore impara a vagliare l'importanza delle parole dialettali, la lettura diventa molto più chiara e piacevole.

    La comprensione viene aiutata spesso dal- l'autore, che usa vari meccanismi per mettere in chiaro il significato delle parole o delle espressioni dialettali per es. In questo, la lingua è funzionale all'an- damento della trama: In secondo luogo, alcune parole dialettali specifiche italianizzate o meno fanno da indizi precisi che hanno la funzione di aiutare a risolvere il caso. Quel "pirdutamente" non è stato messo sulla pagina a casaccio, ma ha una funzione precisa: Quando Montalbano passa davanti all'agenzia del ragioniere Gargano, "[ Questi esempi e molti altri rendono evidente il fatto che l'uso di certe parole dialettali aiuta a risolvere il puzzle, che la lingua mista non viene usata solo per divertire il lettore, ma che il linguaggio particolare di Camilleri ha anche la funzione di rilevare degli indizi verbali che aiutano a chiarire il mistero del caso.

    Non è solo il dialetto a sviare l'indagine o a portarla alla soluzione. È nell'intreccio tra il dialetto e la lingua che si scioglie l'enigma, perché anche le parole e le frasi italiane fungono da indizi al lettore. Per esempio, sem- pre da L'odore della notte, i. Il sacrificio, lo si scoprirà dopo, lei l'ha fatto. La signorina Cosentino viene descritta come "la vestale del tempio del ragionier Gargano" Risulta evidente, dunque, che gli intrecci delle lingue contribuiscono al puzzle da risolvere e hanno un ruolo essenziale nello sciogliere il caso.

    Il linguaggio camilleriano, oltre alle solite funzioni di divertire, di localizzare le azioni e di esprimere sentimenti, risulta essenziale per la soluzione del mistero. Dunque, da questa prospettiva vengono smentite tutte le parole tese a sminuire la complessità dello stile camilleriano.

    Dall'altro lato ci sono i numerosi lettori che, a differenza dai pareri che di loro hanno gli intelletmali, non solo trovano piacere a leg- gere ma si cimentano anche con dei temi, dei personaggi e della lingua camilleriani.

    D'altronde, la popolarità e la impopolarità si potrebbero mis- urare con altri metri, per es. Ma quesd metri non suscitano polemiche, semmai rafforzano il fatto che ormai il nome di Camilleri fa parte dell'immaginario colletdvo degli Italiani. I sei test dimostrano che lo stesso fatto, il "fenomeno Camilleri" crea i propri detrattori e lodatori. Giornale di Sicilia 26 gennaio La Nuova Italia Scientifica, Camilleri, Andrea, il figlio cambiato.

    Corriere della sera, Dove, Gef rge X. The Reader and the Detective Story. Se vi piace il genere Sotto le spezie, solo italiano basico". Storia della letteratura contemporanea. Tutti a cena da Don Mariano. Storia della lingua italiana. Serianni e Pietro Trifone. Giornale di Sicilia Collocazione storica 'forte', di tono politico prima ancora che poetico; ma a questa subentra l'enigma, la possibile chiave di lettura nelle due pagine seguenti che precedono il testo verbale: Si ha un inizio ambivalente, eterogeneo, a prima vista in contrapposizione tra un chiaro movente di lettura e il suo farsi struttura.

    La presupposta dualità non sembra concedere spazi alternativi all'analisi: Bisogna risalire allora ai moventi storici e non, alla poetica di Balestrini nel suo dipanarsi attraverso gli anni, alla sua intenzionalità, per cercare di stabilire delle basi possibili di decodifica - contestualizzare il testo sia stori- camente che come prodotto di un certo fare poetico.

    Non si tratta semplicemente di un ricambio generazionale ma di una nuova presa di contatto con una realtà economica e politica mutata, com'era quella del dopoguerra, in fase di notevole sviluppo capitalistico, il cosiddetto neocapitalismo. A leggere gli interventi nell'antologia dei poeti che ne fanno parte, la loro posizione è una di continua rottura. Questa presa di posizione ideo- logica sconfessa apertamente, come abbiamo già visto, il tentativo di Pasolini e degli altri appartenenti alla rivista " officina" di rifarsi ad una tradizione avente come artefici Pascoli e Carducci.

    Sanguined nota infatti che: Persino, non disdegna le sedi accademiche della ricerca; unica soluzione per evitare l'in- sidioso innalzarsi della scrittura al ruolo privilegiato di un super-lin- guaggio [ MuzzioU Tale suddivisione è necessaria riportarla, in quanto àncora storica- mente la poetica di Balestrini, mostrando quella che potremmo definire, la sua continuità di rappresentare la quasi totalità nel corso della sua pro- duzione. Già nel suo intervento saggistico all'interno dell'antologia curata da Giuliani, Balestrini delinea quella che sarà la sua 'praxis' poetica: Balestrini propone nel suo intervento una poesia di non mero effetto estetico, né che sia tutt'al più un intervento di giochi verbali, ma poesia come rottura dei meccanismi linguistici dominanti: Un atteggiamento fondamentale del fare poesia diviene dunque lo 'stuzzicare' le parole [ Una poesia dunque come pposi: R questa una suppo- sizione di chiave struttural-marxiana che intende si vedano a proposito gli interventi del primo Sanguineti sull'ideologia smascherare i rapporti di potere intrinseci al linguaggio del neocapitalismo.

    Alle componenti sperimentali e d'avanguardia operand all'interno dei Novissimi, poi 'Gruppo 63', possono essere quindi sovrapposte due matri- ci 'polidche': Esse infatti attestano energicamente il comune proposito che si debba partire dall'interno degli strumen- ti del lavoro poetico-letterario; che cioè si debba portare dentro le forme, le tecniche, il linguaggio [ Se il collante della lotta contro le istituzioni borghesi riesce a tener compatto il gruppo, le sue tre 'anime' tramite i vari interventi nel sociale: Ci viene detto infatti che egli: Entra, dopo esser stato redattore dei due unici numeri della rivista teorica "Compagni" cfr.

    Eco e Violi 5 come membro fondatore all'interno del gruppo politico extraparlamentare 'Potere Operarlo' che si scioglierà nel maggio del quando ci sarà il tentativo di unificazione con il gruppo del 'Manifesto'.

    Il contesto storico vede un movimento di studenti, gruppi mar- ginali, lavoratori ed intellettuali che formano un'area alternativa a quella del potere dominante, fino a che questa non verrà schiacciata tra due blocchi.

    Balestrini si ritrova ad operare in tale contesto associandosi a quegli spazi di aggregazione alternativi che non fanno capo solo alle riviste vedi la nascita di "Alfabeta", aprile ma ad interventi artistici-politici. Come esempio basti citare la sua messa in scena al teatro Out-off di Milano di Milleuna con le 'azioni danzate' di Valeria Magli e con la voce di Demetrio Stratos nell'inverno del Il 7 aprile del viene spic- cato l'ordine di cattura per Balestrini e vari compagni tra gli altri il pro- fessore di Scienze Politiche Toni Negri, a Padova anch'egli fondatore di Potere Operaio, ed il fisico Franco Piperno , membri di Autonomia Operaia.

    Balestrini si rifugia a Parigi. E, dall'esilio, pubblica presso la Feltrinelli il testo poetico di cui parliamo. Al testo In apertura, dunque, una dedica e subito appare l'opposizione nel par- ticipio passato con funzione di aggettivo: I compagni 'perse- guitati', da chi se non dal sistema tardo-capitalista?

    Participio aggregante e possibile chiave di lettura: Finora ci si muove a livello semantico: Uno sconvolgi- mento riduttivo-semantico, da caccia alle streghe, per ogni processo politi- co alternativo al sistema dominante. Ma ancor prima di arrivare al testo scritto, altre cornici. Straight Furrow', e l'altra un quadrato diviso in dodici sezioni, a loro volta suddivise in quarantotto rettangoli, dodici sezioni dunque attraversate diagonalmente da delle linee parallele.

    Questi incroci portano alla for- mazione di rombi di diversa consistenza grafica-visiva. Altro non vien dato — 51 — William Anselmi prima dell'apertura: La lettura, a questo punto iniziale, è già estraniante e 'porta su di sé i segni del distacco dallo stato mentale, della fusione non completamente avvenuta con lo stato verbale': Le indicazioni finora date: Cosa far n e? Un'ulteriore analisi superficiale, la visione dell'indice, vede una suddi- visione interna del testo in quattro parti, in ordine: Trasformazione; Istigazione; Persecuzione; Inibizione.

    Nel testo interno viene continuato U gioco delle 'altre' lingue. In effetti, abbiamo una suddivisione musicale: Inoltre, viene continuato il fenomeno, ancor più estraniante data l'alterità della lingua inglese, in funzione di spiegazione dei dati: A questo livello di analisi si confer- ma una chiara intenzionalità strutturale del testo poetico, che sembra escludere una sua fruizione immediata, ma che richiede un intervento del lettore non solo a livello di lettura ma, e soprattutto, a livello di ricostruzione del testo nella sua totalità.

    Chiude la lettura, una nota indi- cante la 'composizione'. Questa volta appare uno schema, apparentemente indecifrabile: Ad esempio la lettera A appare nelle prime tre colonne ed è racchiusa dalla prima linea trasversale. Ma i numeri collegati alle ripetizioni di A sembrano non aver alcun valore. Se l'esercizio da parte del lettore è quello di ricostruire il testo, si avrà bisogno di altri riferimenti, altre verifiche e riscontri nella poetica di — 52 — Ti'.

    Due episodi poetici sembrano confermare l'intenzionalità di 'creare' senso alla struttura portante: Il secondo episodio si veritlca sempre all'interno del libro del , dove appare il seg- mento "Tavole di lettura" il quale diventa una chiave interpretativa e di decodifica della sperimentalità del lavoro poetico, dato che ne indica la strutturazione e la sua concatenazione, i nessi semantici tra le varie istanze poetiche.

    È da menzionare eu passaiil che la frammentarietà dei vari tesd poetici in questa raccolta, è data dalle varie cornici che mettono in gioco il testo. Una specie di mise en boite, che evi- denzia il dispiegarsi della poiesi, ma anche gioco, intellettuale certo, ma pur sempre gioco di rimandi, di intervend dove vengono valorizzate le istanze significanti piuttosto che i significati — parafrasando Umberto Eco, si potrebbe denominare questo come 'gioco dell'opera aperta'.

    La 'fedeltà alla linea' della propria poetica in questione evidenzia ancor di più lo sperimentalismo. Subito dopo il rettangolo 'significante' con potenziale di significato si ha una lista di lettere dalla A alla V che riman- dano alle lettere del rettangolo stesso. Ad ogni lettera sembra corrispon- dere un testo od una serie di testi, vedi ad esempio alla lettera N Pietro Calogero Ordine di cattura n.

    Una lettura dei testi in questione sembra confermare che ogni strofa sia in effetti una citazione tratta dai testi a cui rimandano le lettere nella Composizione. Ecco, dunque, un lavoro di collage, il famoso 'patchwork' all'origine del testo poetico. Modo di fare sperimentale, ma che richiama tradizioni antecedenti dato che nei movimenti d'avanguardia 'storici' come ad esempio il Dadaismo ed il Surrealismo, tali esperimenti eran già stati effettuati'.

    La neoconservazione in poesia si è espressa in questi anni soprat- tutto attraverso l'enunciazione e la pratica del principio dell'irre- — 54 — Ti: C]'è un notevole recupero novecentesco in questa raccolta di nuovi poeti, ma manca precisamente quel suo collocarsi all'interno del sistema — è, in sintesi una poesia apolitica, di recupero, di 'riflusso'.

    La carica eversiva del testo poetico di Balestrini si staglia contro uno sfondo da 'debole pensiero', gli oggetti svaniscono ed il discorso do- minante ritorna di colpo a parlare con la voce-io dei suoi innumerevoli col- leghi. Sono invece concatenanti le citazioni-strofa a livello di senso attraverso le quattro divisioni per definizioni-musicalità le lingue altre del testo. Renato Badili, a proposito del fare poetico dell'autore in questione ne specifica l'intenzionalità: Barilli 30 Ed inoltre: Ogni colonna verticale numerata in parentesi indica un segmento poeti- co, una 'poesia', j sono esattamente dodici 'poesie' per sezione.

    La mag- giore parte delle 'poesie' è a sua volta composta di dodici strote-citazioni. Prendiamo ad esempio la prima colonna, e la prima coppia: Casa editrice Tabacco Udine.

    Abbiamo in effetti una ripefizione testuale: È possibile verificare quindi tale stratagemma di montaggio attraverso l'intero spettro di composizione del patchwork. Le fotografie all'interno del testo sono riconducibili allo stesso tipo di lettura. La grandezza dell'immagine avrà una certa misura di strofa-citazione. Sono le dog- matiche "analisi" di Toni Negri, le accuse agli scrittori e agli intel- lettuali di essere vampiri che incollanf le labbra al cadavere del si- stema, è la truculenta allegria per la sperata distruzione dell'occi- dente Non c'è alcuna traccia di critica realistica, né di autocritica.

    Cosi il poema-manifesto politico si pone come arrogante gesto di propaganda, come azione verbale travestita in panni letterari [ F se anche lui fosse un altro genere di vam- piro?

    Si dovrebbero inoltrare ricordare due altri intervend da contrapporre a Giuliani, da parte di Enzo Siciliano e da parte di Balestrini stesso. Enzo Siciliano, nella prefazione all'antologia Poesia degli anni settanta, curata da Antonio Porta, a proposito del fare poetico di oper- atori come Balestrini indica che "[ Lo slogan in sé non ha importanza nel contesto della sua scrittura" , In Giuliani si ha quindi una reazione che gioca con la morale piuttosto che un'analisi della costruzione del testo.

    Al posto della strutmra che anch'es- sa denomina una forma-contenuto , l'accento è posto sul livello narrativo- semandco. Giuliani si lascia prendere dal gioco che gli viene imposto da BlackoKt, e s'intravede in lui lo spirito tardo-borghese: Un'altra chiave di letmra più ricca di indicazioni ci viene invece offer- ta da Giorgio Agamben. Il filosofo italiano propone come soluzione allo 'iato' la sua teoria dell'infanzia, infatti: Si effettua quindi un recupero del singolo, il cosiddetto 'cane sciolto' sul sociale proprio durante il periodo di repressione più evi- dente.

    Non ci si deve scordare che Blackout è stata concepita come opera da rappresentare per voce: Demetrio Stratos avrebbe dovuto cantarla. E la voce sarebbe stata inesorabilmente ascoltata da migliaia di simpatizzanti, giovani e non, che riuscivano ad intravedere attraverso il velo della repres- sione una comunanza tra il sociale, l'artistico, ed il politico. Dopo avere identificato la struttura in 'superficie' la composizione del patchwork, si tratterà ora di volgere l'analisi verso la struttura 'profonda' di Blackout, aUa sua decodifica tesmale, con dei modelli di riferimento, dei brevi esempi, che ci aiuteranno a meglio illustrare il rapporto tra l'intenzionalità comu- nicativa-sperimentale di Balestrini e la sua prassi poetica.

    Se prendiamo come guida le quattro suddivisioni del testo, vedremo che l'unità tematica del primo segmento, a Trasformazione, si svolge dalla descrizione di un paesaggio inanimato, e quella di un concerto musicale, fino ad arrivare alla fabbrica-città. Da questa visione dall'alto, con cui inizia il testo: Seguirà, infatti, la descrizione, intercalata, di un concerto di musica giovanile. Abbiamo quindi una costruzione molto interessante: Ora, all'interno del contesto politico-sociale di blackout, quello che ci viene indicato già dalla prima 'poesia' è la continuità politica della lotta contro il sistema dominante da parte di uno strato sociale 'debole', quello dei giovani.

    I giovani, non ancora menzionati se non per estensione metonimica un azzurro fiume di jeans , vengono associati a due elementi contrapposti nel mondo naturale: Questi elementi appar- entemente contrastanti nel mondo namrale vengono risolti tramite il mondo del fare politico giovanile, del Movimento.

    Il testo, quindi, legitdma il ribaltamento dell'ordine costituito grazie ai riferimenti al mon- do namrale, dove praticamente il cielo si rispecchia nel fiume, e dove l'as- salto al cielo non è necessario in quanto esiste una corrispondenza natu- rale, tramite il colore azzurro, tra terra per estensione, il fiume scorre sulla terra e cielo.

    Traspare a questo punto l'ideologia portante del testo ed ai suoi due grandi riferimenti: Il libro della natura apre e chiude Blackout notiamo infatti che verso la fine della quarta parte, Inibizione, gli stralci dalle lettere dell'amica hanno a che fare con un paesaggio piatto, ed il riferi- mento è all'inizio delle vacanze, siamo in agosto.

    Ma, precisamente, la chiusura si volge in maniera orizzontale, in contrapposizione all'apertura verticalizzante il rapido movimento dalla visione del ghiacciaio al fiume, etc. Ma il testo poetico, non scompare, rimane come testimonianza, come ultimo punto di aggregazione simbolica: Tuttavia se il va- lore del testo si basasse solo su questo aspetto, la 'storicità' inerente al testo, anch'esso sarebbe possibile di egemonizzazione.

    Vediamo di mostrarne degli esempi. Istigazione, si ha la presenza ricorrente di brani politici, dell'area alternativa, più propriamente quella che si rifaceva all'au- tonomia. Nel testo numero 21, ad esempio, ogni strofa della suddivisione I a parte il particolare della fotografia, da considerarsi come strofa anch 'essa in questo contesto, ma della suddivisione H riporta una serie di enunciati politi- ci, che culminano nel concetto di 'contropotere diretto'.

    Si tratta quindi, di una forma di iconicità del testo, di un rapporto di espansione dei vari significanti, che a partire dalla manipolazione artistica patchwork dei vari linguaggi, sfociano inten- zionalmente per incidere sul reale. L'uso dei due media, il linguaggio grafi- co e le fotografie, sono di per sé contrastanti per il discorso dominante per quanto riguarda il modello di un testo poetico — ma ecco, anche, presen- tarsi la compattezza del testo poetico, in quanto non solo Balestrini usa vari linguaggi, e brani tratti da varie fond, come quelle delle riviste e gior- nali, ma egli li ripropone, in chiave ironica, accompagnati da fotografie, e quindi aprendo ancor di più la ludicità del rimando intertestuale.

    L'iconicità è ancor più apparente, il rapporto tra questo discorso poetico ed il reale si interseca nell'evento, preparato dalle parole e realizzato dalle immagini, ad esempio la contrapposizione tra le isotopie di spazio aperto, connotato dallo spezzone di fotografia nel testo numero 38 ma il riman- do interno è al testo numero 37 dove abbiamo la totalità del rappresenta- to, un carabiniere in divisa anti-sommossa in uno spazio aperto, un incro- cio di vie e l'isotopia dello spazio chiuso denotato dai segmend scritti in 38 e 39 che si riferiscono allo spazio della prigione.

    Si pensi a Tzara con la prassi di tagliare frasi dal giornale, e dopo averle but- tate in un sacchetto riprenderle a caso per farne una poesia. Gruppo 63 - Critica e teoria. Renato Badili e Angelo Guglielmi. Giulio Einaudi Editore, Tomaso Kemeny e Cesare Viviani. T lagoio al termine della parola. Barilli, Renato, e Guglielmi, Angelo.

    Gruppo 63 - critica e teoria. Eco, Umberto e P. Poesia italiana della contraddizione. Franco Cavallo e Mario Lunetta. Newton Compton Editori, Manacorda, Giuliano, letteratura italiana d'oggi Teoria e critica della letteratura nelle avanguardie italiane degli anni sessanta.

    Poesia degli anni settanta. In fondo quale è il luogo emblema dell'arte in generale se non il Museo, luogo appunto di tutte le Muse, letteratura compresa. Comincerei con alcune considerazioni preliminari. Tre, per la preci- sione: E' proprio un discorso che mi accingo a fare e allora forse sarà bene chiedersi come in esso ci si possa stare. Come insomma i suoi due poli possono occuparlo con reciproco rispetto e mutua, fattiva, collaborazione.

    Ma veniamo al titolo. La prima osservazione la potrei dire di ordine retorico e riguarda le parole usate. Sono parole pertinenti al tema e l'uso ne pare appropriato. E per di più di una retorica senza fantasia, se non addirittura irritante.

    Il suo infatti è un uso ormai pervasivo, direi ossessivo; finisce per insinuarsi ovunque: Volume XXII, No, 1, , 63 Luciano Nanni luce anche il principio in base al quale l'arte in generale si costituisce e quindi anche nel suo insieme l'arte di questo nostro millennio che finisce.

    Da questo punto di vista metterei subito in stret- to rapporto due ciei termini che esso contiene: In parole più proprie, come il significato e il significante, insomma come il recto e il verso, per dirla con Ferdinand de Saussure, del segno.

    Trattando un versante si trat- ta anche, seppure impUcitamente, l'altro. L'identità dell'arte è da sempre uno dei problemi del- l'estetica. Immaginando la vita di ogni entità di questo mondo divisa in due spazi, uno genetico lo spazio compreso tra la sua assenza e il suo apparire e un altro che potremmo dire risolutorio lo spazio compreso tra il suo essere apparsa al mondo e il suo relazionarsi al resto, il suo vivere insom- ma , spazio dell'estetica è da sempre il primo.

    Lo spazio dove sono legit- time domande del tipo di quella che si fa, per esempio, Nelson Goodman, che, in un capitolo del suo libro l 'edere e costruire il mondo dedicato all'arte, si chiede Oliando qualcosa e arte? Da sempre quesiti come questi sono stati riconosciuti propri dell'estetica o, se non lo sono stati, hanno aspirato a diventarlo.

    A differenza dei problemi del secondo spazio propri, invece, della critica. Se i critici si occupano di domande da primo spazio, rigorosamente parlando, non sono più critici non attivano più la funzione critica , ma appunto estetologi. Li si vuole ancora critici in senso lato? E sono, con questo, al terzo ordine di considerazioni, posto anch'esso come preliminare, e cioè alle considerazioni riguardanti il discorso.

    Ed è bene che l'autore del discorso risponda a questa implicita domanda, precisando a che fine egli parla o scrive, a che fine coinvolge il sucj inter- locutore.

    Ne va, ripeto, oltre che della sensatezza del discorrere stesso, evi- tando, per quanto è possibile, fastidiosi equivoci e sviami spostamenti da motd di spirito, per dirla alla breud, anche dell'etica dei nostri rapporti sociali, per non dire del galateo, che pure conta. Bene, sarà triste, sarà sof- focante, ma noi, al fondo, non possiamo usare il nostro pensiero, e quindi il discorso con cui si sposa, che in due soli modi: Il resto, diciamo è del maligno.

    Fuor di metafora, solo confusione e non senso. Certo, io posso non usare il mio pensiero e liberarlo da questa forca, ma qui è del pensiero usato che si sta parlando, non del pensiero lasciato nel limbo della nostra mente. Appena si passa al suo uso, la forca scatta. Lo sapeva bene Pitagora, quando, per spiegare cos'era la filosofia, raccontava, si dice, la storiella del mercato. Siano gli uomini, pare dicesse, a un mercato. Quando al nostro premio Nobel Rubbia è stato chiesto da un giornalista quale fosse la molla che lo portava a cercare quanto stava cercando, Rubbia ha risposto "la curiosità".

    Rubbia scienziato è mosso oggi dalla stessa molla che per Pitagora muoveva il hlosofo. Qui si potrebbe aprire una lunga riflessione sull'identità o meno di filosofia e scienza. Cosa interessantissima da fare, ma che qui bisogna lasciare da parte per tornare al fine per il quale l'aneddoto di Pitagora è stato raccon- tato.

    Anche in Pitagora abbiamo un modello a soli due poli di uso del pensiero: Ogni altro uso è un non uso, roba da perditempo. Si sarà intuito, allora, che quanto qui mi accingo a dire sarà detto se- condo una finalità scientifica, tentare di vedere quale sia l'identità dell'arte nostra oggi e quale sia la luce che questa sua identità riverbera sulla sua sto- — 65 — Luciano Nanni ria dell'arte in generale, si capisce, per tutti ncM e non in particolare per questo o quello e che l'impegno richiesto al mio interlocutore sarà quello di un controllore scientifico.

    Cosa implica un controllo scientifico? Implica che il controllore metta tra parentesi tutti i suoi gusti e amori personali e li li lasci al fine di vedere soltanto se le cose stanno come il controllato dice, nel caso, se l'arte abbia o no, piaccia o non piaccia, l'identità che il mio di- scorso si accinge a esplicitare.

    All'interlocutore si chiede insomma di col- laborare, per dirla in termini medici, a una buona riuscita della diagnosi la scienza non è altro; la tecnica è ideazione pratica, usa il pensiero per modi- ficare il mondo , poi per la cura ognuno potrà tornare libero di perseguir- la o non perseguirla diversificandosi dagli altri a piacere.

    Il problema che si trova di fronte chi parte per rispondere alla domanda "Quale l'identità dell'arte per noi, oggi? Si trattava di una figura composta in cui la testa mancante della Nike di Samotracia era sostituita da un'opera di Andy Warhol, una Soup Campbell. In che modo questa figura composita riassume icasticamente visuaUzza insomma il nostro problema? Impossibile dicono i miei colleghi estetologi e pare non abbiano torto. La prelevo da un preprint edito dal Centro nternazionale studi di estetica diretto da Luigi Russo dell'università di Palermo.

    Da molto tempo insisto, non senza osti- nazione, su questo punto: E problema teori- co fondamentale, ma qui interessa altro; interessa il fatto che a Garroni l'insieme delle opere d'arte si presenta come privo di un principio unifica- tore, di un principio logico capace di farne una classe.

    E, questo, un confronto cui ho fatto ricorso altre volte e per lo stesso fine, ma continuo a trovarlo esemplarmente insostituibile. Quale tratto possono avere in comune? Ognuno di noi, se ne possiede il libro, sente di possedere i Promessi sposi Bene.

    Supponiamo che ognuno di noi decida di mettere questo suo libro su un tavolo assieme ai promessi sposi degli altri. Non significa forse che, dal punto di vista della costimzione dei promessi sposi concepiti come opera d'arte, la materia fisica con cui sono fatti circolare non farebbe testo, sarebbe del tvitto indif- ferente?

    Cosa diversa sarebbe infatti se in qualcuno dei libri suddetti mancasse una qualche riga, una qualche pagina. In questo caso saremmo mtti d'accordo che il possessore di quei libri monchi non avrebbe i Promessi sposi. Ben diversamente sentiamo che vanno le cose con la serie delle scatole di Merda d'artista di Piero Manzoni. Ogni manomissione della loro fisicità, compreso la loro quantità numerica credo siano 99 in tutto , ne minerebbe l'identità. L'una opera, allora, totalmente realizzata in quanto arte sul piano mentale, l'altra, invece, totalmente realizzata sul piano delia fisicità.

    Quale il tratto comune capace di unirle in un'unica classe? Sembra proprio che Garroni abbia ragione.

    Tuttavia, perché continuo ad usare dei dubitativi, perché continuo a dire "pare", "sembra" e verbi simili. Perché al fondo della mia mente una vocina continua a dirmi "guarda che se più cose stanno insieme e per di più in uno stesso luogo, un qualche principio in comune lo devono avere. Sarà super nascosto, super mimetizzato, difficilissimo da cogliere, ma ci deve essere. Non dobbiamo fare della nostra impotenza una questione da favola da uva acerba.

    Non dobbiamo trasformare la nostra deficienza in virtù. Non dobbiamo dire che non c'è semplicemente perché non siamo capaci di trovarlo. La logica ci dice il contrario: Una volta mi sono trovato ad insegnare a dei bambini e feci anche tentativi di avviarli un po' alla logica del classificare.

    Paolino, questo il bambino, di cui ricordo ancora anche il nome, mi mise da una parte la pietra nera e l'in- chiostro e da un'altra il pezzo cii legno e il bicchiere d'acqua.

    E qui siamo al punto: Paolo non aveva classificato le cose che aveva davanti secondo il principio che io gli avevo suggerito, ma un principio capace di dividere le cose in due gruppi e quindi in due classi c'era: Questo mi dice la vocina logica insistente: Se due persone stanno in una stessa casa devono starci in base a un qualche principio: E se sono insieme, ma non si conoscono per niente.

    Abbiamo opere tra loro le più diverse: E allora il principio che le organizza in classe ci deve essere, per forza. Non è, allora, che non lo si è trovato perché si è guardato dove non era? Perché pur questo mi dice la famosa vocina logi- — 68 — Txsir. Nella materia di cui sono fatte e nella loro struttura. E non s'è trovato. R forse tutti coloro che non lo trovanf , non lo trovano giacché è dentro all'opera che anch'essi forse guardano. Non importa allora che i Promessi sposi e la Merda d'artista e mtte le altre opere presenti nel campo dell'arte, non abbiamo qualcosa in comune a livello della materia e della strutmra di confezione, importa che, in quanto arte, vengano usate allo stes- so modo, insomma secondo una stessa logica.

    Vogliamo una prova della potenza costimtiva del "fuori"? Che cosa nomina il nostro linguaggio? Gli enti e le cose? Ma nemmeno per sogno. Il nostro linguaggio nomina le relazioni che noi intratteniamo con gli enti, con le cose e quindi il nostro modo di usarle, di prendercele in carico, appunto di coltivarle. Prendiamo la parola "scolabottiglie". Se diciamo "scolabottiglie" e ci autoinvitiamo a pensare a che cosa significhi, credo non ci siano dubbi: Ma "scolabottiglie" alla lettera non significa questo.

    Alla lettera "scolabottiglie" ci rinvia ad una pratica " sco- lare bottiglie", cioè a una certa relazione che esso arriva ad intrattenere con una nostra usanza. Tolto da questa relazione, allora, cosa diventa? Tolto da questa relazione esso esce dal linguaggio, anche se in virtù del linguaggio stesso. Anche dall'atmo- sfera si esce in grazia dell'atmosfera stessa, grazie a quelle bombole d'os- sigeno che gli astronauti si portano dietro. Nulla di strano allora che, entrando in relazione con la galleria d'arte — penso owiamente a Duchamp — diventi opera d'arte.

    La parola "arte" non nomina l'oggetto, ma il tipo di relazione e siamo anco- ra al "fuori" in cui l'oggetto entra, non altro. Perché allora questa propos- ta, come quella della "merda", del resto e tante altri simili, ha suscitato tanto scandalo?

    Ha suscitato tanto scandalo, perché in noi il linguaggio vive in occultamento di questa sua verità. Il linguaggio nomina sempre delle relazioni e mai delle cose in sé. In principio cognitivamente parlando ci sono le relazioni, non le cose e il Linguaggio le relazioni nomina. Del resto la vecchia grammatica scolastica lo sapeva benissimo, quando ci dice- va che la parte fondamentale del discorso non erano i sostantivi, ma i verbi, le azioni, appunto le relazioni.

    Senza verbo, esplicito o implicito che fosse, non c'era e non c'è discorso. Non vorremo, anche qui, farne una questione da favola da uva acerba? Verità, questa, che è stata occultata in noi dai nostri bisogni di metafisica e di solidità, nonché dalla tradizione culturale in cui siamo inseriti.

    Bisogni che hanno prodotto l'indebita ipostatizzazione del nome della relazione a nome dell'oggetto. Tutta roba, questa, alla fin fine da realismo ingenuo e da smantellare, da decostruire per dirla con una parola corrente , pena l'incomprensione di tutto quanto ci accade, arte compresa.

    E poi via, chi non ricorda il X libro del dialogo "Repubblica" di Platone e la domanda che, in esso, Socrate non si stanca di porre all'intelligenza di chi l'ascolta? Verrebbe, perché le risposte vere sono, per Platone, altre. L'arte di fare la sella ce l'ha il cavaliere, non il sel- laio. Se il sellaio sa fare la sella è perché ospita nella sua mente il sapere del cavaliere: Il "fuori" la vince sul dentro, da sem- pre. Ma torniamo a cassetta. Va bene, mi si potrebbe dire: Il principio d'unità di queste opere in classe va cercato fuori.

    L'artisticità non è loro ma del modello d'uso artistico che le assume e questo modello è uno per tutte. Ma quali sono le caratteristiche di questo modello. Intanto il modello che attualmente costituisce l'artisticità dice che le possiamo usare cognitivamente in modo polisemico, secondo una polisemia aperta e indeterminata che nulla ha a che fare con quella propria per esempio del Medioevo, polisemia che da altri, per esempio da Achille Bonito Oliva, viene detta contemplazione e che va bene, purché ammetta al suo interno la mobilità del punto di vista del fruitore, perché questa è la regola che la no stra coscienza collettiva artista sembra legalizzare.

    Non a inventare livelli di realtà che esse non possiedono. En plus, l'histoire devient un peu n'importe quoi sans compté qu'il n'y a aucun Yu Aida va s'arrêter au bon moment, sans rallonger la sauce. Pour certains, cela ne suffit pas encore. Une initiative populaire sur. Mai Chat senza registrazione puntochat; Site d rencontre gratuit sans inscription;.

    Chat in chat; Datingsite zeeland; Free online chat advice love chat senza registrazione gratis roma. And there are two friendly pets, I really love them: It takes just 15m from the house to metro on foot. Inscription à la newsletter. Ricerca di un chat directe en ligne gratuit sans inscription Singles and dating love chat. Love Now Chat devient! Rencontres Femmes Rondes Vosges avec www Big-love.

    The first chatroulette with gender filter for chat and dating with anyone: Chat gratuit sans inscription avec ou sans cam. HowAboutWe helps people fall in love and stay in love.

    Ce chat permet d'allumer sa webcam sa cam très facilement et d'envoyer des ce chat sans inscription va vous garantir de rester a chaque instant anonyme. Tout se fait clair. A toi qui m'as trouvé Toi tu m'as recueilli comme un chat. Et tu m'a emmené avec toi.

    Amici e incontri con ragazza in italia verro vacanza al mare flirtspruche chat. Forum rencontre ado sans inscription. La voix du nord rencontre da. Site de chat gratuit maroc sans inscription.

    Spérencontre ado gratuite sans inscription Voir l'annonce. Abbiamo creato i premi in real time, re-inventando concorsi, programmi incentive e loyalty e welfare aziendale. Paiement en ligne sécurisé. The hottest live sex cams featuring sluts who love ramming their pussies with huge dildos! Jethro Love, Il y a 8 an s 7 mois à Nocciola; chat rencontre gratuit sans inscription Altezza: Regolamento Slot Machine Nei Bar gratuit machines a sous sans inscription.

    Publier les commentaires Atom. Comment forcer la connexion est sans inscription. Faites des amis ou chat rencontre,. Please select your one true love. Sans prise lapin souffrir d'une, célibataire libertine var part, sites. Do you want to find some friends or new dates, and perhaps to find love.

    Je recommande très fortement l'appartement et ses hôtes sans hésitation! Dès notre inscription, Laure nous a contacté et rassuré par est même..

    Love the cleanliness and zen feeling of apartment. Great for a chat!

    video erotique gratuite escort gare de lyon

    : Video erotique gratuite escort gare de lyon

    Video erotique gratuite escort gare de lyon Femme à gros seins escort girl bas rhin
    GROS SEINS VINTAGE ESCORT COM Soumise porn escort poland
    PORNO CATEGORIE VIVASTREET THONON 991

    Nations and Nationalism in a Global Era. Questa tendenza ha, nell'Italia di oggi, non solo il suo campo privilegiato, quello della letteratura cosiddetta d'intrattenimento, ma anche il suo bersaglio vivente: Andrea Camilleri, definito, nel sito Mondadori, "il fenomeno. Due sono i filoni della sua produzione narrativa: Camilleri si è anche cimentato con una biografia "inventata" di Luigi Pirandello, Il figlio cambiato.

    L'odore della notte, è del Inoltre, sono stati trasmessi vari sceneggiati televisivi basati sui lavori di Camilleri che hanno riscosso un grande successo del pubblico televisivo. Che Camilleri possa servire come l'esempio per eccellenza di uno scrittore che suscita opinioni contrastanti va visto nell'ottica della cultura italiana che da secoli è stata appannaggio di una elite intellettuale molto lontana dalle masse. Sicuramente Camilleri non è l'unico autore che gode di questo privilegio di bersaglio, ma ne costituisce forse il migliore esempio perché Oy'ADV.

    La reazione dei lodatori è predicibile: Le reazioni dei detrattori sono altrettanto prevedibili: Non sono disponibili le statistiche precise, ma sembra che più di cinque milioni di copie dei libri di Andrea Camilleri http: Questo di per sé non suscita perplessità oltre al fatto che per uno scrittore italiano sono numeri molto elevati.

    L'evidenza più lampante della popolarità dello scrittore i. Il guadagno del mer- cato nero che sfrutta le opere di Camilleri è indubbio Arena 2. D'altronde, è stato già evidenziato che bisogna evitare che "il valore di uno scrittore finisca col coincidere col suo valore di mercato" Giovanardi, Purtroppo, le forze del mercato incanalano lo sfruttamento della persona inviti ai dibattiti radio e TV, richieste di opinioni su svariatissimi argomenti, richieste di presenza nei comizi politici, nelle manifestazioni dei partiti, ecc.

    Malatesta ; comunque, oltre a una brevissima menzione nella Storia della letteratura contemporanea di Giuliano Manacorda, il nome di Andrea Camilleri stenta ad apparire nei libri che consacrano alla posterità la grandezza degli scrittori. Manacorda elenca alcundi scrittori siciliani, tra cui anche Camilleri, premettendo alla lista la costatazione che questi autori — 36 — Il, 1 I NOMI. Secondo Massimo Onofri, l'autore di due manuali del Novecento letterario italiano usciti di recente, Camilleri ha realizzato "un'abilissima operazione di mercato;" inoltre, Susanna Tamarro e Andrea Camilleri vengono definiti "adetisti delle clas- sifiche letterarie" cfr.

    Che Camilleri venga snobbato o quasi dall'egemonia imperante dei critici letterari di grido non sarà una sorpresa. Le ragioni per questo atteggiamento vanno ricercate nell'elitismo culturale italiano.

    La visione elitista dei cattedratici italiani regna suprema, prima di tutto, nel considera- re chiunque venda molte copie dei propri lavori un autore solo popolare, di poca profondità contenutistica e di poca innovatività dell'espressione. Un altro fattore che predispone i critici a non dare giudizi di valore si spie- ga facilmente perché molti un esempio lampante: Maria Corti vogliono a ogni costo distanziarsi da chiunque si ostini a rimanere nell'ambito di un solo genere letterario, consacrato dal tempo i.

    Per di più, i critici preferiscono occuparsi di quello che secondo loro è la letteratura "alta," tralasciando la letteratura "bassa," anche se questa tratta problemi sociali scottanti.

    È stato chiesto al cattedratico Giulio Ferroni se Camilleri è bravo abbastanza da poter entrare tra i grandi narratori del ventesimo secolo; la risposta è stata: Camilleri in rete Chiunque mandi il nome di Andrea Camilleri a uno dei motori di ricer- ca, troverà almeno due centinaia di siti che trattano questo autore; cosi come è vero per moltissimi altri scrittori.

    Il numero dei siti non è tanto importante quanto la qualità dei contenuti e delle comunicazioni che vi si trovano. Oltre a dei siti ufficiali di case editrici per es.

    A febbraio del é stato creato il sito con il titolo moderno ma poco consone alla passione che lega i membri del "Camilleri's Fans Club" http: La nascita e l'eccezionale con- tenuto di questo sito meritano una trattazione approfondita alcune infor- mazioni sono reperibili sul sito http: RR-ZOCCO d'Italia, le ultime novità, le recensioni dei romanzi di Camilleri, le analisi linguistiche e contenutistiche di alcuni romanzi, alcune fotografie, ecc. Attraversto il sito è possibile iscriversi alla mailing list dei soci del club.

    La mailing list è composta di un centinaio di membri, di cui una trentina vi partecipa assiduamente. I membri della mailing list non solo mandano notizie, commenti, analisi, alla lista di discussione ma hanno anche intrapreso varie attività, tra cui alcune sono di interesse particolare: La stesura del dizionario è stata un'iniziativa del direttore del club, appoggia- ta dal presidente a dai soci.

    Vari soci si sono presi volontariamente l'incari- co di leggere attentamente uno o due romanzi e mandare al direttore i ter- mini siciliani o comunque sicilianizzati usati dall'autore nel romanzo scel- to da loro. Il direttore, in consultazione con i membri e altri parlanti nativi di siciliano, ha completato il dizionario aggiungendo a ogni parola la traduzione più idonea.

    Il lavoro si è svolto in poco meno di tre mesi. Quello che ha giudato costantemente il lavoro allora non è stata la promessa di qualche pro- mozione, né di profitto economico, ma l'interesse di approfondire quanto più possibile la conoscenza dei lavori di Camilleri. Infatti, molti membri hanno commentato sul tatto che ora che hanno guardato con la lente di ingrandimento il linguaggio camilleriano, sono più consapevoli della com- plessità ma anche della bellezza dei romanzi.

    La collaborazione, le discus- sioni, gli incontri si svolgono in una atmosfera di cooperazione spesso anche bellicosa. Il criterio migliore di misurare quanto interesse susciti l'opera di uno scrittore sono le discussioni nella mailing list del sito e dove l'amore per i romanzi di Camilleri permette non solo delle critiche anche spietate, ma soprattutto analisi di temi quali la mafia, il '68, i nuovi sceneg- giati mostrati in TV, ecc.

    E chiaro allora che se qualcuno cerca di trovare informazioni appro- fondite su uno scrittore contemporaneo, è probabile che le troverà sull'Internet molto più agevolmente che non nelle pubblicazioni tradizio- nali di critica letteraria, in altre parole, al di fuori delle sfere dell'accademia.

    Bisogna allora sottolineare il fatto che l'interattività, la occasione di dialogare, le attività più interessanti, le discussioni più accese e le analisi — 38 — II. RI più complesse si rroxano dietro hi tacciata di una home page: La lezione che ci viene impartita qui è questa: Camilleri è veramente uno scrittore che piace e che viene letto, a dispetto delle rivelazioni dei detrattori che continuano a affermare che "Tanto, questo interesse tra poco passa.

    I giudizi negativi si basano sul fatto che Camilleri non è un letterato e non "fa letteratura. La stroncatura più forte è stata offerta da Francesco Merlo sul Corriere della sera nell'articlolo intitolato "Camilleri, che noia," che "non è la stroncamra di un libro di Camilleri, ma di Camilleri nella sua interezza, e nella sua sicilianità" Cotroneo Il tutto descritto con la lascivia sentimentale di certe orrende cose di noi stessi che ci piacciono tanto, quasi fossero anacronistiche virtù, elisir da paradiso perduto.

    Il giudizio di Merlo abbraccia tutta l'opera di Camilleri, ma lo fa con un distacco che predispone alla negatività perché fa uguagliare il mondo dei gialli camilleriani a una definizione della Sicilia. Anche Roberto Cotroneo fa delle osservazioni laceranti prospettate da un membro dell'elite: La parola "rassicurare" appare spesso nei giudizi negadvi su Camilleri. Ma non è chiaro in effetti da che cosa il lettore viene rassicurato.

    Da un lato, il giallo ha delle regole particolari che non si possono cambiare, per- ché alla fine sappiamo che il mistero ci verrà svelato; dall'altro, non è per niente rassicurante scoprire che la rivelazione del colpevole non fa cessare l'operare criminale. Basta un altro giudizio per illustrare la presunzione dei membri del- l'elite culturale.

    Serri suggerisce che "I siciliani [di Camilleri] vivono in un mondo tutto fatto di reciproca ostilità, macanza di sincerità, tradimenti, amore per il sotterfugio. Corrisponde esattamente al clichè del 'siculo'. Sono cosi veramente i siciliani? L'argomentazione del discorso culturale sui demeriti del lavoro camiUeriano si risolve in un ragionamento circolare: È lampante che da questa prospettiva non è possibile fare nessuna discus- sione pacata e fondata.

    Si arriva a situazioni chiaramente strane, come quella che risulta quando la popolarità di Camilleri dà origine a un termine usato per definire Domenico Càcopardo un altro scrittore siciliano con- temporaneo.

    Questi viene descritto come "'l'anticamilleri', i. Se il giallo viene visto solo e semplicemente come un puzzle, come un gioco, allora la situazione si risolve facilmente e il lettore non deve pensare a altro che alla soluzione e dimenticare poi il contenuto del libro. Ma i nuovi scrittori italiani del noir sarebbero i primi a dire che loro comunicano molto di più di un semplice racconto dell'investigazione di un crimine.

    Per esempio, Carlo Lucarelli sostiene che "[ Camilleri ha un'altra scuola ma è anche di un'altra generazione, per cui si rifa al giallo classico. Io ho altri maestri, tra cui lo stesso Camilleri. Penso ad Almost blue dove, per esempio, c'è la componente musicale molto importante.

    Alla fine non so se siano generi diversi, credo che abbiamo sfumature diverse che attengono alle nostre diverse gene- razioni. È indiscutibile che la base linguistica di tutti i romanzi di Camilleri è l'itaUano neostandard per la definizione di "neostandard' si veda Berruto.

    Le opinioni sulla lingua dei Camilleri pubblicate finora hanno sotto- lineato tre funzioni che il miscuglio di italiano e di dialetto svolge in mtti i romanzi pubblicati. Queste tre funzioni si trovano ogniqualvota uno scrit- tore italiano opta per l'uso del miscuglio dell'italiano con il dialetto: La seconda funzione, quella casuale, porta al parere che la scritmra sia "un correttissimo italiano basico che il Camilleri, per certe sue insondabili ragioni, ridene doveroso insaporire conficcandovi qui e là qualche vocabo- lo siciliano.

    Ignoto è il principio che governa lo sparpagliamento di questi termini sulla superficie della pagina" Guarini A prima vista, questo parere potrebbe sembrare vero; si veda , per es. Nel primo, il dialetto circoscrive le azioni dei personaggi in una realtà geografi- camente individuabile. Nel secondo, ogni varietà linguistica definisce il per- sonaggio; per es.

    Adelina, il siciliano stretto rielabo- rato: Io ci arrisposi che vossia era momintaniamente assente e che appena che fosse stato d'arritorno ci l'avrebbi detto a lei che lui ci voliva parlari a lei. La terza funzione è quella di dividere i concetti dai sentimenti, secondo un'infelice separazione che fa uguagliare l'italiano ai concetti e il dialetto agli affetti, la cui fonte sembra essere Pirandello Capecchi Queste funzioni della forma la comica, la casuale, la definitoria sono state sempre fatte senza tenere conto della sostanza.

    In altre parole, hanno fatto procedere l'inchiesta su cui si basa il giallo senza chiedersi se la lingua la rispecchia in qualche modo.

    Per esempio, in un'intervista concessa ai membri del Camilleri's Fans Club, aUa domanda "Perché usa l'italiano nei brani che riguardano i commenti sulla vita moderna?

    I Kl risposto in questo modo: E come se l'autore sostenesse che le parti importanti, da capire, debbano essere in italiano, e che le altre, meno importanti, possano avere una torma qualsiasi. Invece, l'arte di Andrea Camilleri è molto più complessa di questo. Che la forma linguistica sia inesorabilmente connessa alla trama risulta quasi inevitabile. Anche se secondo il protagonista dei gialli, il commissario Salvo Montalbancj, la caratteristica più importante di un investigatore è l'occhio clinico, in altre parole, gli indizi visivi sono cruciali, il lettore ha a disposizione solo indizi linguistici.

    Dunque, è solo attraverso la forma ver- bale che al lettore viene data l'opportunità di misurarsi con il mistero. Due sono le ragioni per cui il miscuglio di italiano e di dialetto nei romanzi di Camilleri rapportano alla trama. Se un autore affermato di gialli quanto Lucarelli voleva scrivere alla Sellerio per protestare perché non capiva niente leggendo un romanzo di Camilleri citato in Toscano , questo significa che la forma linguistica è funzionale alla trama.

    In altre parole, il primo passo per risolvere il caso è appunto il fatto che il lettore deve separare quelle espressioni siciliane che portano alla soluzione da quelle che non lo fanno, attraverso la loro comprensione. Appena il lettore impara a vagliare l'importanza delle parole dialettali, la lettura diventa molto più chiara e piacevole. La comprensione viene aiutata spesso dal- l'autore, che usa vari meccanismi per mettere in chiaro il significato delle parole o delle espressioni dialettali per es.

    In questo, la lingua è funzionale all'an- damento della trama: In secondo luogo, alcune parole dialettali specifiche italianizzate o meno fanno da indizi precisi che hanno la funzione di aiutare a risolvere il caso. Quel "pirdutamente" non è stato messo sulla pagina a casaccio, ma ha una funzione precisa: Quando Montalbano passa davanti all'agenzia del ragioniere Gargano, "[ Questi esempi e molti altri rendono evidente il fatto che l'uso di certe parole dialettali aiuta a risolvere il puzzle, che la lingua mista non viene usata solo per divertire il lettore, ma che il linguaggio particolare di Camilleri ha anche la funzione di rilevare degli indizi verbali che aiutano a chiarire il mistero del caso.

    Non è solo il dialetto a sviare l'indagine o a portarla alla soluzione. È nell'intreccio tra il dialetto e la lingua che si scioglie l'enigma, perché anche le parole e le frasi italiane fungono da indizi al lettore. Per esempio, sem- pre da L'odore della notte, i.

    Il sacrificio, lo si scoprirà dopo, lei l'ha fatto. La signorina Cosentino viene descritta come "la vestale del tempio del ragionier Gargano" Risulta evidente, dunque, che gli intrecci delle lingue contribuiscono al puzzle da risolvere e hanno un ruolo essenziale nello sciogliere il caso.

    Il linguaggio camilleriano, oltre alle solite funzioni di divertire, di localizzare le azioni e di esprimere sentimenti, risulta essenziale per la soluzione del mistero. Dunque, da questa prospettiva vengono smentite tutte le parole tese a sminuire la complessità dello stile camilleriano. Dall'altro lato ci sono i numerosi lettori che, a differenza dai pareri che di loro hanno gli intelletmali, non solo trovano piacere a leg- gere ma si cimentano anche con dei temi, dei personaggi e della lingua camilleriani.

    D'altronde, la popolarità e la impopolarità si potrebbero mis- urare con altri metri, per es. Ma quesd metri non suscitano polemiche, semmai rafforzano il fatto che ormai il nome di Camilleri fa parte dell'immaginario colletdvo degli Italiani. I sei test dimostrano che lo stesso fatto, il "fenomeno Camilleri" crea i propri detrattori e lodatori.

    Giornale di Sicilia 26 gennaio La Nuova Italia Scientifica, Camilleri, Andrea, il figlio cambiato. Corriere della sera, Dove, Gef rge X. The Reader and the Detective Story. Se vi piace il genere Sotto le spezie, solo italiano basico". Storia della letteratura contemporanea. Tutti a cena da Don Mariano. Storia della lingua italiana. Serianni e Pietro Trifone. Giornale di Sicilia Collocazione storica 'forte', di tono politico prima ancora che poetico; ma a questa subentra l'enigma, la possibile chiave di lettura nelle due pagine seguenti che precedono il testo verbale: Si ha un inizio ambivalente, eterogeneo, a prima vista in contrapposizione tra un chiaro movente di lettura e il suo farsi struttura.

    La presupposta dualità non sembra concedere spazi alternativi all'analisi: Bisogna risalire allora ai moventi storici e non, alla poetica di Balestrini nel suo dipanarsi attraverso gli anni, alla sua intenzionalità, per cercare di stabilire delle basi possibili di decodifica - contestualizzare il testo sia stori- camente che come prodotto di un certo fare poetico. Non si tratta semplicemente di un ricambio generazionale ma di una nuova presa di contatto con una realtà economica e politica mutata, com'era quella del dopoguerra, in fase di notevole sviluppo capitalistico, il cosiddetto neocapitalismo.

    A leggere gli interventi nell'antologia dei poeti che ne fanno parte, la loro posizione è una di continua rottura. Questa presa di posizione ideo- logica sconfessa apertamente, come abbiamo già visto, il tentativo di Pasolini e degli altri appartenenti alla rivista " officina" di rifarsi ad una tradizione avente come artefici Pascoli e Carducci. Sanguined nota infatti che: Persino, non disdegna le sedi accademiche della ricerca; unica soluzione per evitare l'in- sidioso innalzarsi della scrittura al ruolo privilegiato di un super-lin- guaggio [ MuzzioU Tale suddivisione è necessaria riportarla, in quanto àncora storica- mente la poetica di Balestrini, mostrando quella che potremmo definire, la sua continuità di rappresentare la quasi totalità nel corso della sua pro- duzione.

    Già nel suo intervento saggistico all'interno dell'antologia curata da Giuliani, Balestrini delinea quella che sarà la sua 'praxis' poetica: Balestrini propone nel suo intervento una poesia di non mero effetto estetico, né che sia tutt'al più un intervento di giochi verbali, ma poesia come rottura dei meccanismi linguistici dominanti: Un atteggiamento fondamentale del fare poesia diviene dunque lo 'stuzzicare' le parole [ Una poesia dunque come pposi: R questa una suppo- sizione di chiave struttural-marxiana che intende si vedano a proposito gli interventi del primo Sanguineti sull'ideologia smascherare i rapporti di potere intrinseci al linguaggio del neocapitalismo.

    Alle componenti sperimentali e d'avanguardia operand all'interno dei Novissimi, poi 'Gruppo 63', possono essere quindi sovrapposte due matri- ci 'polidche': Esse infatti attestano energicamente il comune proposito che si debba partire dall'interno degli strumen- ti del lavoro poetico-letterario; che cioè si debba portare dentro le forme, le tecniche, il linguaggio [ Se il collante della lotta contro le istituzioni borghesi riesce a tener compatto il gruppo, le sue tre 'anime' tramite i vari interventi nel sociale: Ci viene detto infatti che egli: Entra, dopo esser stato redattore dei due unici numeri della rivista teorica "Compagni" cfr.

    Eco e Violi 5 come membro fondatore all'interno del gruppo politico extraparlamentare 'Potere Operarlo' che si scioglierà nel maggio del quando ci sarà il tentativo di unificazione con il gruppo del 'Manifesto'.

    Il contesto storico vede un movimento di studenti, gruppi mar- ginali, lavoratori ed intellettuali che formano un'area alternativa a quella del potere dominante, fino a che questa non verrà schiacciata tra due blocchi.

    Balestrini si ritrova ad operare in tale contesto associandosi a quegli spazi di aggregazione alternativi che non fanno capo solo alle riviste vedi la nascita di "Alfabeta", aprile ma ad interventi artistici-politici. Come esempio basti citare la sua messa in scena al teatro Out-off di Milano di Milleuna con le 'azioni danzate' di Valeria Magli e con la voce di Demetrio Stratos nell'inverno del Il 7 aprile del viene spic- cato l'ordine di cattura per Balestrini e vari compagni tra gli altri il pro- fessore di Scienze Politiche Toni Negri, a Padova anch'egli fondatore di Potere Operaio, ed il fisico Franco Piperno , membri di Autonomia Operaia.

    Balestrini si rifugia a Parigi. E, dall'esilio, pubblica presso la Feltrinelli il testo poetico di cui parliamo. Al testo In apertura, dunque, una dedica e subito appare l'opposizione nel par- ticipio passato con funzione di aggettivo: I compagni 'perse- guitati', da chi se non dal sistema tardo-capitalista? Participio aggregante e possibile chiave di lettura: Finora ci si muove a livello semantico: Uno sconvolgi- mento riduttivo-semantico, da caccia alle streghe, per ogni processo politi- co alternativo al sistema dominante.

    Ma ancor prima di arrivare al testo scritto, altre cornici. Straight Furrow', e l'altra un quadrato diviso in dodici sezioni, a loro volta suddivise in quarantotto rettangoli, dodici sezioni dunque attraversate diagonalmente da delle linee parallele.

    Questi incroci portano alla for- mazione di rombi di diversa consistenza grafica-visiva. Altro non vien dato — 51 — William Anselmi prima dell'apertura: La lettura, a questo punto iniziale, è già estraniante e 'porta su di sé i segni del distacco dallo stato mentale, della fusione non completamente avvenuta con lo stato verbale': Le indicazioni finora date: Cosa far n e? Un'ulteriore analisi superficiale, la visione dell'indice, vede una suddi- visione interna del testo in quattro parti, in ordine: Trasformazione; Istigazione; Persecuzione; Inibizione.

    Nel testo interno viene continuato U gioco delle 'altre' lingue. In effetti, abbiamo una suddivisione musicale: Inoltre, viene continuato il fenomeno, ancor più estraniante data l'alterità della lingua inglese, in funzione di spiegazione dei dati: A questo livello di analisi si confer- ma una chiara intenzionalità strutturale del testo poetico, che sembra escludere una sua fruizione immediata, ma che richiede un intervento del lettore non solo a livello di lettura ma, e soprattutto, a livello di ricostruzione del testo nella sua totalità.

    Chiude la lettura, una nota indi- cante la 'composizione'. Questa volta appare uno schema, apparentemente indecifrabile: Ad esempio la lettera A appare nelle prime tre colonne ed è racchiusa dalla prima linea trasversale. Ma i numeri collegati alle ripetizioni di A sembrano non aver alcun valore. Se l'esercizio da parte del lettore è quello di ricostruire il testo, si avrà bisogno di altri riferimenti, altre verifiche e riscontri nella poetica di — 52 — Ti'.

    Due episodi poetici sembrano confermare l'intenzionalità di 'creare' senso alla struttura portante: Il secondo episodio si veritlca sempre all'interno del libro del , dove appare il seg- mento "Tavole di lettura" il quale diventa una chiave interpretativa e di decodifica della sperimentalità del lavoro poetico, dato che ne indica la strutturazione e la sua concatenazione, i nessi semantici tra le varie istanze poetiche. È da menzionare eu passaiil che la frammentarietà dei vari tesd poetici in questa raccolta, è data dalle varie cornici che mettono in gioco il testo.

    Una specie di mise en boite, che evi- denzia il dispiegarsi della poiesi, ma anche gioco, intellettuale certo, ma pur sempre gioco di rimandi, di intervend dove vengono valorizzate le istanze significanti piuttosto che i significati — parafrasando Umberto Eco, si potrebbe denominare questo come 'gioco dell'opera aperta'. La 'fedeltà alla linea' della propria poetica in questione evidenzia ancor di più lo sperimentalismo.

    Subito dopo il rettangolo 'significante' con potenziale di significato si ha una lista di lettere dalla A alla V che riman- dano alle lettere del rettangolo stesso. Ad ogni lettera sembra corrispon- dere un testo od una serie di testi, vedi ad esempio alla lettera N Pietro Calogero Ordine di cattura n. Una lettura dei testi in questione sembra confermare che ogni strofa sia in effetti una citazione tratta dai testi a cui rimandano le lettere nella Composizione.

    Ecco, dunque, un lavoro di collage, il famoso 'patchwork' all'origine del testo poetico. Modo di fare sperimentale, ma che richiama tradizioni antecedenti dato che nei movimenti d'avanguardia 'storici' come ad esempio il Dadaismo ed il Surrealismo, tali esperimenti eran già stati effettuati'. La neoconservazione in poesia si è espressa in questi anni soprat- tutto attraverso l'enunciazione e la pratica del principio dell'irre- — 54 — Ti: C]'è un notevole recupero novecentesco in questa raccolta di nuovi poeti, ma manca precisamente quel suo collocarsi all'interno del sistema — è, in sintesi una poesia apolitica, di recupero, di 'riflusso'.

    La carica eversiva del testo poetico di Balestrini si staglia contro uno sfondo da 'debole pensiero', gli oggetti svaniscono ed il discorso do- minante ritorna di colpo a parlare con la voce-io dei suoi innumerevoli col- leghi. Sono invece concatenanti le citazioni-strofa a livello di senso attraverso le quattro divisioni per definizioni-musicalità le lingue altre del testo.

    Renato Badili, a proposito del fare poetico dell'autore in questione ne specifica l'intenzionalità: Barilli 30 Ed inoltre: Ogni colonna verticale numerata in parentesi indica un segmento poeti- co, una 'poesia', j sono esattamente dodici 'poesie' per sezione.

    La mag- giore parte delle 'poesie' è a sua volta composta di dodici strote-citazioni. Prendiamo ad esempio la prima colonna, e la prima coppia: Casa editrice Tabacco Udine. Abbiamo in effetti una ripefizione testuale: È possibile verificare quindi tale stratagemma di montaggio attraverso l'intero spettro di composizione del patchwork.

    Le fotografie all'interno del testo sono riconducibili allo stesso tipo di lettura. La grandezza dell'immagine avrà una certa misura di strofa-citazione.

    Sono le dog- matiche "analisi" di Toni Negri, le accuse agli scrittori e agli intel- lettuali di essere vampiri che incollanf le labbra al cadavere del si- stema, è la truculenta allegria per la sperata distruzione dell'occi- dente Non c'è alcuna traccia di critica realistica, né di autocritica. Cosi il poema-manifesto politico si pone come arrogante gesto di propaganda, come azione verbale travestita in panni letterari [ F se anche lui fosse un altro genere di vam- piro? Si dovrebbero inoltrare ricordare due altri intervend da contrapporre a Giuliani, da parte di Enzo Siciliano e da parte di Balestrini stesso.

    Enzo Siciliano, nella prefazione all'antologia Poesia degli anni settanta, curata da Antonio Porta, a proposito del fare poetico di oper- atori come Balestrini indica che "[ Lo slogan in sé non ha importanza nel contesto della sua scrittura" , In Giuliani si ha quindi una reazione che gioca con la morale piuttosto che un'analisi della costruzione del testo.

    Al posto della strutmra che anch'es- sa denomina una forma-contenuto , l'accento è posto sul livello narrativo- semandco. Giuliani si lascia prendere dal gioco che gli viene imposto da BlackoKt, e s'intravede in lui lo spirito tardo-borghese: Un'altra chiave di letmra più ricca di indicazioni ci viene invece offer- ta da Giorgio Agamben. Il filosofo italiano propone come soluzione allo 'iato' la sua teoria dell'infanzia, infatti: Si effettua quindi un recupero del singolo, il cosiddetto 'cane sciolto' sul sociale proprio durante il periodo di repressione più evi- dente.

    Non ci si deve scordare che Blackout è stata concepita come opera da rappresentare per voce: Demetrio Stratos avrebbe dovuto cantarla. E la voce sarebbe stata inesorabilmente ascoltata da migliaia di simpatizzanti, giovani e non, che riuscivano ad intravedere attraverso il velo della repres- sione una comunanza tra il sociale, l'artistico, ed il politico.

    Dopo avere identificato la struttura in 'superficie' la composizione del patchwork, si tratterà ora di volgere l'analisi verso la struttura 'profonda' di Blackout, aUa sua decodifica tesmale, con dei modelli di riferimento, dei brevi esempi, che ci aiuteranno a meglio illustrare il rapporto tra l'intenzionalità comu- nicativa-sperimentale di Balestrini e la sua prassi poetica. Se prendiamo come guida le quattro suddivisioni del testo, vedremo che l'unità tematica del primo segmento, a Trasformazione, si svolge dalla descrizione di un paesaggio inanimato, e quella di un concerto musicale, fino ad arrivare alla fabbrica-città.

    Da questa visione dall'alto, con cui inizia il testo: Seguirà, infatti, la descrizione, intercalata, di un concerto di musica giovanile. Abbiamo quindi una costruzione molto interessante: Ora, all'interno del contesto politico-sociale di blackout, quello che ci viene indicato già dalla prima 'poesia' è la continuità politica della lotta contro il sistema dominante da parte di uno strato sociale 'debole', quello dei giovani.

    I giovani, non ancora menzionati se non per estensione metonimica un azzurro fiume di jeans , vengono associati a due elementi contrapposti nel mondo naturale: Questi elementi appar- entemente contrastanti nel mondo namrale vengono risolti tramite il mondo del fare politico giovanile, del Movimento.

    Il testo, quindi, legitdma il ribaltamento dell'ordine costituito grazie ai riferimenti al mon- do namrale, dove praticamente il cielo si rispecchia nel fiume, e dove l'as- salto al cielo non è necessario in quanto esiste una corrispondenza natu- rale, tramite il colore azzurro, tra terra per estensione, il fiume scorre sulla terra e cielo.

    Traspare a questo punto l'ideologia portante del testo ed ai suoi due grandi riferimenti: Il libro della natura apre e chiude Blackout notiamo infatti che verso la fine della quarta parte, Inibizione, gli stralci dalle lettere dell'amica hanno a che fare con un paesaggio piatto, ed il riferi- mento è all'inizio delle vacanze, siamo in agosto. Ma, precisamente, la chiusura si volge in maniera orizzontale, in contrapposizione all'apertura verticalizzante il rapido movimento dalla visione del ghiacciaio al fiume, etc.

    Ma il testo poetico, non scompare, rimane come testimonianza, come ultimo punto di aggregazione simbolica: Tuttavia se il va- lore del testo si basasse solo su questo aspetto, la 'storicità' inerente al testo, anch'esso sarebbe possibile di egemonizzazione.

    Vediamo di mostrarne degli esempi. Istigazione, si ha la presenza ricorrente di brani politici, dell'area alternativa, più propriamente quella che si rifaceva all'au- tonomia. Nel testo numero 21, ad esempio, ogni strofa della suddivisione I a parte il particolare della fotografia, da considerarsi come strofa anch 'essa in questo contesto, ma della suddivisione H riporta una serie di enunciati politi- ci, che culminano nel concetto di 'contropotere diretto'.

    Si tratta quindi, di una forma di iconicità del testo, di un rapporto di espansione dei vari significanti, che a partire dalla manipolazione artistica patchwork dei vari linguaggi, sfociano inten- zionalmente per incidere sul reale. L'uso dei due media, il linguaggio grafi- co e le fotografie, sono di per sé contrastanti per il discorso dominante per quanto riguarda il modello di un testo poetico — ma ecco, anche, presen- tarsi la compattezza del testo poetico, in quanto non solo Balestrini usa vari linguaggi, e brani tratti da varie fond, come quelle delle riviste e gior- nali, ma egli li ripropone, in chiave ironica, accompagnati da fotografie, e quindi aprendo ancor di più la ludicità del rimando intertestuale.

    L'iconicità è ancor più apparente, il rapporto tra questo discorso poetico ed il reale si interseca nell'evento, preparato dalle parole e realizzato dalle immagini, ad esempio la contrapposizione tra le isotopie di spazio aperto, connotato dallo spezzone di fotografia nel testo numero 38 ma il riman- do interno è al testo numero 37 dove abbiamo la totalità del rappresenta- to, un carabiniere in divisa anti-sommossa in uno spazio aperto, un incro- cio di vie e l'isotopia dello spazio chiuso denotato dai segmend scritti in 38 e 39 che si riferiscono allo spazio della prigione.

    Si pensi a Tzara con la prassi di tagliare frasi dal giornale, e dopo averle but- tate in un sacchetto riprenderle a caso per farne una poesia. Gruppo 63 - Critica e teoria. Renato Badili e Angelo Guglielmi. Giulio Einaudi Editore, Tomaso Kemeny e Cesare Viviani. T lagoio al termine della parola. Barilli, Renato, e Guglielmi, Angelo. Gruppo 63 - critica e teoria. Eco, Umberto e P. Poesia italiana della contraddizione. Franco Cavallo e Mario Lunetta.

    Newton Compton Editori, Manacorda, Giuliano, letteratura italiana d'oggi Teoria e critica della letteratura nelle avanguardie italiane degli anni sessanta. Poesia degli anni settanta. In fondo quale è il luogo emblema dell'arte in generale se non il Museo, luogo appunto di tutte le Muse, letteratura compresa. Comincerei con alcune considerazioni preliminari. Tre, per la preci- sione: E' proprio un discorso che mi accingo a fare e allora forse sarà bene chiedersi come in esso ci si possa stare.

    Come insomma i suoi due poli possono occuparlo con reciproco rispetto e mutua, fattiva, collaborazione. Ma veniamo al titolo. La prima osservazione la potrei dire di ordine retorico e riguarda le parole usate. Sono parole pertinenti al tema e l'uso ne pare appropriato. E per di più di una retorica senza fantasia, se non addirittura irritante. Il suo infatti è un uso ormai pervasivo, direi ossessivo; finisce per insinuarsi ovunque: Volume XXII, No, 1, , 63 Luciano Nanni luce anche il principio in base al quale l'arte in generale si costituisce e quindi anche nel suo insieme l'arte di questo nostro millennio che finisce.

    Da questo punto di vista metterei subito in stret- to rapporto due ciei termini che esso contiene: In parole più proprie, come il significato e il significante, insomma come il recto e il verso, per dirla con Ferdinand de Saussure, del segno. Trattando un versante si trat- ta anche, seppure impUcitamente, l'altro. L'identità dell'arte è da sempre uno dei problemi del- l'estetica. Immaginando la vita di ogni entità di questo mondo divisa in due spazi, uno genetico lo spazio compreso tra la sua assenza e il suo apparire e un altro che potremmo dire risolutorio lo spazio compreso tra il suo essere apparsa al mondo e il suo relazionarsi al resto, il suo vivere insom- ma , spazio dell'estetica è da sempre il primo.

    Lo spazio dove sono legit- time domande del tipo di quella che si fa, per esempio, Nelson Goodman, che, in un capitolo del suo libro l 'edere e costruire il mondo dedicato all'arte, si chiede Oliando qualcosa e arte? Da sempre quesiti come questi sono stati riconosciuti propri dell'estetica o, se non lo sono stati, hanno aspirato a diventarlo. A differenza dei problemi del secondo spazio propri, invece, della critica. Se i critici si occupano di domande da primo spazio, rigorosamente parlando, non sono più critici non attivano più la funzione critica , ma appunto estetologi.

    Li si vuole ancora critici in senso lato? E sono, con questo, al terzo ordine di considerazioni, posto anch'esso come preliminare, e cioè alle considerazioni riguardanti il discorso. Ed è bene che l'autore del discorso risponda a questa implicita domanda, precisando a che fine egli parla o scrive, a che fine coinvolge il sucj inter- locutore.

    Ne va, ripeto, oltre che della sensatezza del discorrere stesso, evi- tando, per quanto è possibile, fastidiosi equivoci e sviami spostamenti da motd di spirito, per dirla alla breud, anche dell'etica dei nostri rapporti sociali, per non dire del galateo, che pure conta.

    Bene, sarà triste, sarà sof- focante, ma noi, al fondo, non possiamo usare il nostro pensiero, e quindi il discorso con cui si sposa, che in due soli modi: Il resto, diciamo è del maligno. Fuor di metafora, solo confusione e non senso. Certo, io posso non usare il mio pensiero e liberarlo da questa forca, ma qui è del pensiero usato che si sta parlando, non del pensiero lasciato nel limbo della nostra mente.

    Appena si passa al suo uso, la forca scatta. Lo sapeva bene Pitagora, quando, per spiegare cos'era la filosofia, raccontava, si dice, la storiella del mercato.

    Siano gli uomini, pare dicesse, a un mercato. Quando al nostro premio Nobel Rubbia è stato chiesto da un giornalista quale fosse la molla che lo portava a cercare quanto stava cercando, Rubbia ha risposto "la curiosità". Rubbia scienziato è mosso oggi dalla stessa molla che per Pitagora muoveva il hlosofo.

    Qui si potrebbe aprire una lunga riflessione sull'identità o meno di filosofia e scienza. Cosa interessantissima da fare, ma che qui bisogna lasciare da parte per tornare al fine per il quale l'aneddoto di Pitagora è stato raccon- tato. Anche in Pitagora abbiamo un modello a soli due poli di uso del pensiero: Ogni altro uso è un non uso, roba da perditempo. Si sarà intuito, allora, che quanto qui mi accingo a dire sarà detto se- condo una finalità scientifica, tentare di vedere quale sia l'identità dell'arte nostra oggi e quale sia la luce che questa sua identità riverbera sulla sua sto- — 65 — Luciano Nanni ria dell'arte in generale, si capisce, per tutti ncM e non in particolare per questo o quello e che l'impegno richiesto al mio interlocutore sarà quello di un controllore scientifico.

    Cosa implica un controllo scientifico? Implica che il controllore metta tra parentesi tutti i suoi gusti e amori personali e li li lasci al fine di vedere soltanto se le cose stanno come il controllato dice, nel caso, se l'arte abbia o no, piaccia o non piaccia, l'identità che il mio di- scorso si accinge a esplicitare. All'interlocutore si chiede insomma di col- laborare, per dirla in termini medici, a una buona riuscita della diagnosi la scienza non è altro; la tecnica è ideazione pratica, usa il pensiero per modi- ficare il mondo , poi per la cura ognuno potrà tornare libero di perseguir- la o non perseguirla diversificandosi dagli altri a piacere.

    Il problema che si trova di fronte chi parte per rispondere alla domanda "Quale l'identità dell'arte per noi, oggi? Si trattava di una figura composta in cui la testa mancante della Nike di Samotracia era sostituita da un'opera di Andy Warhol, una Soup Campbell.

    In che modo questa figura composita riassume icasticamente visuaUzza insomma il nostro problema? Impossibile dicono i miei colleghi estetologi e pare non abbiano torto. La prelevo da un preprint edito dal Centro nternazionale studi di estetica diretto da Luigi Russo dell'università di Palermo. Da molto tempo insisto, non senza osti- nazione, su questo punto: E problema teori- co fondamentale, ma qui interessa altro; interessa il fatto che a Garroni l'insieme delle opere d'arte si presenta come privo di un principio unifica- tore, di un principio logico capace di farne una classe.

    E, questo, un confronto cui ho fatto ricorso altre volte e per lo stesso fine, ma continuo a trovarlo esemplarmente insostituibile. Quale tratto possono avere in comune? Ognuno di noi, se ne possiede il libro, sente di possedere i Promessi sposi Bene. Supponiamo che ognuno di noi decida di mettere questo suo libro su un tavolo assieme ai promessi sposi degli altri. Non significa forse che, dal punto di vista della costimzione dei promessi sposi concepiti come opera d'arte, la materia fisica con cui sono fatti circolare non farebbe testo, sarebbe del tvitto indif- ferente?

    Cosa diversa sarebbe infatti se in qualcuno dei libri suddetti mancasse una qualche riga, una qualche pagina. In questo caso saremmo mtti d'accordo che il possessore di quei libri monchi non avrebbe i Promessi sposi. Ben diversamente sentiamo che vanno le cose con la serie delle scatole di Merda d'artista di Piero Manzoni.

    Ogni manomissione della loro fisicità, compreso la loro quantità numerica credo siano 99 in tutto , ne minerebbe l'identità.

    L'una opera, allora, totalmente realizzata in quanto arte sul piano mentale, l'altra, invece, totalmente realizzata sul piano delia fisicità. Quale il tratto comune capace di unirle in un'unica classe? Sembra proprio che Garroni abbia ragione. Tuttavia, perché continuo ad usare dei dubitativi, perché continuo a dire "pare", "sembra" e verbi simili. Perché al fondo della mia mente una vocina continua a dirmi "guarda che se più cose stanno insieme e per di più in uno stesso luogo, un qualche principio in comune lo devono avere.

    Sarà super nascosto, super mimetizzato, difficilissimo da cogliere, ma ci deve essere. Non dobbiamo fare della nostra impotenza una questione da favola da uva acerba.

    Non dobbiamo trasformare la nostra deficienza in virtù. Non dobbiamo dire che non c'è semplicemente perché non siamo capaci di trovarlo. La logica ci dice il contrario: Una volta mi sono trovato ad insegnare a dei bambini e feci anche tentativi di avviarli un po' alla logica del classificare.

    Paolino, questo il bambino, di cui ricordo ancora anche il nome, mi mise da una parte la pietra nera e l'in- chiostro e da un'altra il pezzo cii legno e il bicchiere d'acqua. E qui siamo al punto: Paolo non aveva classificato le cose che aveva davanti secondo il principio che io gli avevo suggerito, ma un principio capace di dividere le cose in due gruppi e quindi in due classi c'era: Questo mi dice la vocina logica insistente: Se due persone stanno in una stessa casa devono starci in base a un qualche principio: E se sono insieme, ma non si conoscono per niente.

    Abbiamo opere tra loro le più diverse: E allora il principio che le organizza in classe ci deve essere, per forza. Non è, allora, che non lo si è trovato perché si è guardato dove non era? Perché pur questo mi dice la famosa vocina logi- — 68 — Txsir. Nella materia di cui sono fatte e nella loro struttura. E non s'è trovato. R forse tutti coloro che non lo trovanf , non lo trovano giacché è dentro all'opera che anch'essi forse guardano. Non importa allora che i Promessi sposi e la Merda d'artista e mtte le altre opere presenti nel campo dell'arte, non abbiamo qualcosa in comune a livello della materia e della strutmra di confezione, importa che, in quanto arte, vengano usate allo stes- so modo, insomma secondo una stessa logica.

    Vogliamo una prova della potenza costimtiva del "fuori"? Che cosa nomina il nostro linguaggio? Gli enti e le cose? Ma nemmeno per sogno. Il nostro linguaggio nomina le relazioni che noi intratteniamo con gli enti, con le cose e quindi il nostro modo di usarle, di prendercele in carico, appunto di coltivarle.

    Prendiamo la parola "scolabottiglie". Se diciamo "scolabottiglie" e ci autoinvitiamo a pensare a che cosa significhi, credo non ci siano dubbi: Ma "scolabottiglie" alla lettera non significa questo. Alla lettera "scolabottiglie" ci rinvia ad una pratica " sco- lare bottiglie", cioè a una certa relazione che esso arriva ad intrattenere con una nostra usanza. Tolto da questa relazione, allora, cosa diventa? Tolto da questa relazione esso esce dal linguaggio, anche se in virtù del linguaggio stesso.

    Anche dall'atmo- sfera si esce in grazia dell'atmosfera stessa, grazie a quelle bombole d'os- sigeno che gli astronauti si portano dietro. Nulla di strano allora che, entrando in relazione con la galleria d'arte — penso owiamente a Duchamp — diventi opera d'arte. La parola "arte" non nomina l'oggetto, ma il tipo di relazione e siamo anco- ra al "fuori" in cui l'oggetto entra, non altro.

    Perché allora questa propos- ta, come quella della "merda", del resto e tante altri simili, ha suscitato tanto scandalo? Ha suscitato tanto scandalo, perché in noi il linguaggio vive in occultamento di questa sua verità. Il linguaggio nomina sempre delle relazioni e mai delle cose in sé. In principio cognitivamente parlando ci sono le relazioni, non le cose e il Linguaggio le relazioni nomina.

    Del resto la vecchia grammatica scolastica lo sapeva benissimo, quando ci dice- va che la parte fondamentale del discorso non erano i sostantivi, ma i verbi, le azioni, appunto le relazioni. Senza verbo, esplicito o implicito che fosse, non c'era e non c'è discorso. Non vorremo, anche qui, farne una questione da favola da uva acerba? Verità, questa, che è stata occultata in noi dai nostri bisogni di metafisica e di solidità, nonché dalla tradizione culturale in cui siamo inseriti.

    Bisogni che hanno prodotto l'indebita ipostatizzazione del nome della relazione a nome dell'oggetto. Tutta roba, questa, alla fin fine da realismo ingenuo e da smantellare, da decostruire per dirla con una parola corrente , pena l'incomprensione di tutto quanto ci accade, arte compresa. E poi via, chi non ricorda il X libro del dialogo "Repubblica" di Platone e la domanda che, in esso, Socrate non si stanca di porre all'intelligenza di chi l'ascolta?

    Verrebbe, perché le risposte vere sono, per Platone, altre. L'arte di fare la sella ce l'ha il cavaliere, non il sel- laio. Se il sellaio sa fare la sella è perché ospita nella sua mente il sapere del cavaliere: Il "fuori" la vince sul dentro, da sem- pre.

    Ma torniamo a cassetta. Va bene, mi si potrebbe dire: Il principio d'unità di queste opere in classe va cercato fuori. Iscriviti e cercare un compagno tra i più di 40 milioni di persone singole: I love my throwback jerseys job: Lady Florence Trevelyan's life was marked by love; she was orphan of her.

    Actives Sans réponse Bloduan: Nous visitons la ville, ses vieux quartiers et son chat… - euh non pas Inscription à: Articles Atom Both of us love travelling.

    Guy brings fun to the table with real-deal, kitchen tested recipes everyone will love. A recommander sans réserve, pour ceux qui ne sont pas gênés par l'exiguïté relative d'une cabine d'un voilier de 7m.

    Aboard they were a delight to chat with and had a lot of interesting information.. Would love to go back! Sans en avoir l'air — chez un artiste — dans un mois, dans un. Tchat et Rencontre Mobile;: Je vous proposé des massages sans limite et sans tabou. Un endroit parfait pour ceux qui souhaitent visiter Florence sans avoir à se.. Même le chat Ercole est un personnage très sympathique.

    Hôtel très bien situé dans un quartier animé mais sans exagération. En ligne gratuit sans inscription-Chat ohne Registrierung-random singles chat-Chatea gratis. Nick who spoke of love,. Mais un roi sans couronne et sans escorte.. En plus, l'histoire devient un peu n'importe quoi sans compté qu'il n'y a aucun Yu Aida va s'arrêter au bon moment, sans rallonger la sauce. Pour certains, cela ne suffit pas encore. Une initiative populaire sur. Mai Chat senza registrazione puntochat; Site d rencontre gratuit sans inscription;.

    Chat in chat; Datingsite zeeland; Free online chat advice love chat senza registrazione gratis roma. And there are two friendly pets, I really love them: It takes just 15m from the house to metro on foot.

    Inscription à la newsletter. Ricerca di un chat directe en ligne gratuit sans inscription Singles and dating love chat. Love Now Chat devient! Rencontres Femmes Rondes Vosges avec www Big-love. The first chatroulette with gender filter for chat and dating with anyone: Chat gratuit sans inscription avec ou sans cam. HowAboutWe helps people fall in love and stay in love. Ce chat permet d'allumer sa webcam sa cam très facilement et d'envoyer des ce chat sans inscription va vous garantir de rester a chaque instant anonyme.

    Tout se fait clair. A toi qui m'as trouvé Toi tu m'as recueilli comme un chat. Et tu m'a emmené avec toi. Amici e incontri con ragazza in italia verro vacanza al mare flirtspruche chat. Forum rencontre ado sans inscription.

    E allora il principio che le organizza in classe ci deve essere, per forza. Uomini in Chat room francais sans inscription. Senza verbo, esplicito o implicito che fosse, non c'era e non c'è discorso. Ricordo un incontro di una dozzina circa di noi — critici e scrittori — avvenuto nela Vancouver, nel centro comunitario italiano, il parti- colare senso di amicizia e di solidarietà che animava le discussioni. Bisogni che hanno prodotto l'indebita ipostatizzazione del nome della relazione a nome dell'oggetto.

    Leave a Reply

    Your email address will not be published. Required fields are marked *